Salta al contenuto
In revisione

Tendinopatia achillea: perché il dolore migliora a riposo ma ritorna quando giochi a tennis?

Lettura: circa 9 minuti

Articolo in revisione. Il testo è consultabile in anteprima mentre completiamo la revisione clinica e bibliografica. Contenuti, figure e fonti possono cambiare.

Fase B — Articolo completo, bozza clinica v1

Testo originale per il sito · Revisione scientifica preliminare · Non ancora autorizzato alla pubblicazione

Apertura — Il problema che molti tennisti sottovalutano

La partita è appena iniziata. Durante il riscaldamento avverti un leggero fastidio dietro la caviglia, vicino al tallone. Fai qualche passo, inizi a palleggiare e la sensazione sembra diminuire.

Dopo venti minuti, però, arriva uno scambio impegnativo. Scatti in avanti per recuperare una palla corta, freni, riparti lateralmente e senti nuovamente dolore al tendine d'Achille.

La cosa strana è che nei giorni precedenti stavi bene. Avevi ridotto gli allenamenti, camminavi senza problemi e riuscivi perfino a sollevarti sulle punte.

Perché allora il dolore è tornato?

La risposta è che sentire meno dolore e aver recuperato la capacità di giocare a tennis non sono la stessa cosa.

Il tendine d'Achille partecipa continuamente alla trasmissione delle forze prodotte dai muscoli del polpaccio. Durante una partita deve tollerare sollecitazioni ripetute, spesso rapide e intense. Il recupero, quindi, non riguarda soltanto la scomparsa dei sintomi, ma anche la capacità di affrontare nuovamente queste richieste.

È proprio questa differenza che dobbiamo comprendere per evitare di confondere un miglioramento temporaneo con un recupero sportivo completo.

Domanda 1 di 5 · Che cosa ti sei fatto?

Che cosa ti sei fatto?

Il tendine d'Achille collega il complesso muscolare del polpaccio — gastrocnemio e soleo — al calcagno, l'osso del tallone.

Quando questi muscoli si contraggono, il tendine contribuisce a trasmettere la forza necessaria per spingere il piede contro il terreno. Durante la corsa e i salti partecipa anche ai processi di accumulo e restituzione dell'energia elastica.

La tendinopatia achillea è una condizione caratterizzata da dolore localizzato al tendine, generalmente associato alle attività che lo caricano, e da possibili alterazioni della funzione.

Non significa necessariamente che il tendine sia infiammato, né che sia prossimo alla rottura.

Due forme da distinguere

Tendinopatia della porzione media (midportion)

Il dolore si localizza generalmente tra 2 e 7 cm sopra l'inserzione sul calcagno. Può essere presente un ispessimento localizzato e una dolorabilità alla palpazione.

La gestione si concentra sul recupero progressivo della tolleranza al carico e delle capacità funzionali.

Tendinopatia inserzionale

Il dolore è localizzato nei primi 2 cm dall'inserzione sul calcagno.

Oltre alla trazione, può essere rilevante la compressione del tendine contro le strutture posteriori del calcagno, soprattutto quando la caviglia va in dorsiflessione accentuata.

La distinzione non è soltanto anatomica. Influenza la scelta e l'esecuzione degli esercizi, soprattutto nelle fasi iniziali.

E se l'ecografia mostra un tendine degenerato?

Un referto può descrivere ispessimento, alterazioni dell'ecostruttura o presenza di segnale Doppler.

Questi elementi possono contribuire alla valutazione clinica, ma non indicano automaticamente quanto dolore dovresti avere, quanto il tendine sia resistente o quando potrai tornare a giocare.

Le alterazioni strutturali devono essere interpretate insieme ai sintomi, all'esame clinico e alla funzione. Le linee guida olandesi sconsigliano espressamente di utilizzare l'imaging per formulare da solo una prognosi.

Domanda 2 di 5 · Come ti sei fatto male?

Come ti sei fatto male?

A differenza di una lesione traumatica acuta, la tendinopatia achillea spesso non nasce da un singolo movimento riconoscibile.

Può svilupparsi progressivamente, quando le richieste di carico superano, per un certo periodo, la capacità di tolleranza del sistema muscolo-tendineo.

Nel tennis ci sono diversi gesti che meritano attenzione.

Split step

Il piccolo salto preparatorio che precede la risposta alla palla richiede un rapido assorbimento e una successiva produzione di forza.

Scatti e accelerazioni

Il polpaccio contribuisce alla propulsione e il tendine d'Achille partecipa alla trasmissione della forza e al comportamento elastico del sistema.

Frenate e cambi di direzione

Le richieste muscolari e tendinee cambiano rapidamente durante la decelerazione e la successiva ripartenza.

Questi movimenti sono biomeccanicamente pertinenti, ma è importante non trasformare questa osservazione in una conclusione causale: non possiamo affermare che uno specifico split step o una determinata frenata provochino necessariamente una tendinopatia.

Anche la superficie può modificare le modalità di spostamento. Sulla terra battuta, ad esempio, il giocatore può utilizzare scivolate controllate; sul cemento tende ad adottare strategie di frenata differenti.

Questo non dimostra, però, che una superficie sia universalmente più pericolosa dell'altra per il tendine d'Achille. La relazione specifica tra superficie e rischio di tendinopatia necessita di evidenze più solide.

Domanda 3 di 5 · Perché è successo?

Perché è successo e perché può essere problematico?

Immagina un tennista che abitualmente gioca due volte alla settimana.

Per preparare un torneo decide di allenarsi cinque giorni consecutivi, aggiungendo partite intense e numerosi esercizi di spostamento.

Non è detto che si infortuni. Tuttavia, un aumento importante e poco graduale delle richieste può rappresentare un elemento rilevante, soprattutto in presenza di sintomi precedenti o capacità di carico insufficienti.

Tra gli aspetti da valutare ci sono la storia di precedenti problemi tendinei, la variazione dei carichi, la forza del polpaccio, le condizioni generali di salute e il recupero tra le sedute.

Non esiste, tuttavia, una singola causa valida per tutti.

Il problema del riposo

Quando interrompi il tennis, riduci una parte delle sollecitazioni che provocano dolore.

È possibile, quindi, che i sintomi migliorino.

Ma il riposo da solo non costituisce un programma per recuperare forza, resistenza e tolleranza ai carichi sportivi. Per questo le linee guida raccomandano una gestione attiva, con educazione, modulazione delle attività ed esercizio progressivo.

Il concetto da portare a casa

Camminare senza dolore

Dimostra una buona tolleranza alle richieste del cammino.

Giocare senza limitazioni

Richiede anche capacità di gestire spinte rapide, salti, frenate e ripetizioni.

Il primo risultato non garantisce automaticamente il secondo.

Domanda 4 di 5 · Come tornare a giocare?

Come recuperare e tornare a giocare?

La riabilitazione non dovrebbe essere una semplice attesa fino alla scomparsa del dolore.

Dovrebbe costruire, progressivamente, le capacità necessarie per tornare alle attività desiderate.

Le linee guida del 2024 indicano il carico tendineo progressivo come intervento di prima linea per la tendinopatia midportion, con intensità adeguata alla tolleranza individuale. Per la forma inserzionale, la ricerca recente sostiene l'utilità di controllare anche la compressione nelle fasi di recupero.

Un percorso riabilitativo ragionato

Fase 1 — Rendere il carico tollerabile

Identificare le attività che provocano sintomi, modularne temporaneamente l'intensità e mantenere le attività compatibili con il quadro clinico. Iniziare esercizi di forza appropriati, senza ricercare necessariamente l'assenza assoluta di ogni sensazione.

Fase 2 — Ricostruire forza e resistenza

Progressione degli esercizi per i flessori plantari, con varianti a ginocchio esteso e flesso quando appropriate. Aumentare gradualmente la richiesta e valutare la risposta nelle ore successive.

Fase 3 — Recuperare le capacità rapide

Inserire progressivamente esercizi che richiedono accumulo e restituzione di energia, come saltelli e balzi, quando forza, sintomi e controllo del movimento lo consentono.

Fase 4 — Trasferire il recupero al tennis

Riprendere gradualmente spostamenti, accelerazioni, frenate, split step e palleggi, prima di passare agli allenamenti completi e alle partite competitive.

Questa sequenza descrive obiettivi riabilitativi, non un protocollo universale. Le fasi possono sovrapporsi e la progressione dipende dalla valutazione individuale.

Una differenza fondamentale nella forma inserzionale

Nella tendinopatia inserzionale, eseguire precocemente sollevamenti sulle punte scendendo molto al di sotto di un gradino può aumentare la compressione nella regione dell'inserzione.

Uno studio randomizzato del 2025 su 42 persone sportive con tendinopatia inserzionale cronica ha confrontato due programmi progressivi: uno che limitava la compressione e uno che prevedeva maggiore esposizione alla dorsiflessione.

Il gruppo con compressione ridotta ha ottenuto un miglioramento superiore del punteggio VISA-A, con una differenza media tra gruppi di 12,9 punti a 12 settimane e 10,4 punti a 24 settimane.

È un risultato clinicamente importante, pur provenendo da uno studio relativamente piccolo, non specifico per i tennisti. Pringels et al., 2025.

Il dolore durante gli esercizi significa che stai peggiorando?

Non necessariamente.

La valutazione dovrebbe considerare l'intensità del dolore, il suo andamento durante e dopo l'attività, la risposta il giorno successivo e l'evoluzione delle capacità funzionali.

Un dolore lieve e transitorio può essere compatibile con alcuni programmi di carico, ma non esiste una soglia numerica valida per ogni persona e per ogni situazione.

Un peggioramento progressivo, una marcata perdita di funzione o sintomi che non rientrano richiedono una rivalutazione del programma.

Quando puoi tornare in campo?

La domanda non dovrebbe essere soltanto: «Mi fa ancora male?».

È utile chiedersi anche:

  • Riesco a produrre forza con il polpaccio senza limitazioni rilevanti?
  • Riesco a ripetere gli esercizi senza un peggioramento significativo della risposta nelle ore successive?
  • Riesco a eseguire saltelli, accelerazioni e frenate con qualità e tolleranza adeguate?
  • Riesco ad aumentare progressivamente durata e intensità del tennis?
  • Come reagisce il tendine il giorno successivo a una seduta impegnativa?

Il ritorno in campo può essere graduale. Palleggiare per pochi minuti, allenarsi a intensità ridotta e disputare una partita competitiva sono attività con richieste differenti.

La decisione dovrebbe basarsi su più informazioni cliniche e funzionali, non sul risultato di un solo test.

Domanda 5 di 5 · Come evitare le recidive?

Come evitare recidive?

Una volta tornato a giocare, il lavoro non è necessariamente terminato.

Mantenere una buona capacità muscolare, distribuire adeguatamente le sedute impegnative e aumentare progressivamente le richieste può aiutare a gestire meglio il carico sportivo.

Per un tennista significa prestare attenzione non soltanto alle ore trascorse in campo, ma anche al tipo di allenamento: una seduta tecnica poco intensa può essere molto diversa da una sessione con numerosi scatti, balzi e cambi di direzione.

Anche la risposta del tendine nelle 24 ore successive può offrire indicazioni utili.

Non possiamo garantire che questi accorgimenti impediscano ogni recidiva. Possiamo però costruire un ritorno allo sport più ragionato, monitorato e coerente con le capacità recuperate.

Quando serve una valutazione medica?

Un dolore improvviso accompagnato da uno schiocco, una perdita marcata della capacità di spinta o il sospetto di rottura del tendine richiedono una valutazione urgente.

Sono inoltre meritevoli di approfondimento un dolore atipico, un gonfiore importante o rapidamente progressivo, arrossamento e febbre, oppure sintomi persistenti non coerenti con una comune tendinopatia.

In presenza di gonfiore significativo del polpaccio, soprattutto se associato a fattori di rischio trombotico, occorre escludere altre condizioni. Dolore e gonfiore alla gamba associati a difficoltà respiratoria o dolore toracico richiedono assistenza urgente.

Conclusione — Tornare a giocare non significa soltanto non avere dolore

La tendinopatia achillea può migliorare sensibilmente quando riduci il carico. Ma il tennis richiede molto più della capacità di camminare o sollevarsi sulle punte.

Un recupero completo dal punto di vista sportivo richiede di valutare e sviluppare progressivamente forza, resistenza, capacità elastiche e tolleranza ai movimenti specifici.

L'obiettivo non è semplicemente tornare sul campo: è arrivarci con capacità adeguate alle richieste del proprio gioco.

Un programma riabilitativo personalizzato può aiutare a individuare le capacità da recuperare, scegliere progressioni appropriate e monitorare la risposta durante il ritorno all'attività.

Contenuto informativo: non sostituisce la valutazione di un professionista sanitario. Revisore clinico: in assegnazione.